mercoledì 28 marzo 2012

L’ISTERICO A METANO



Il libro più pregiato del curriculum, anche e soprattutto perché pubblicato dall’irraggiungibile Mondadori nelle sue Strade Blu (1999).
Le cose andarono così: dopo aver scritto il libro, lo passai a mio zio Filippo che, come sempre (egli è distrutto dal complesso di Napoleone), ci scaracchiò sopra dicendomi: Cos’è, una commedia all’italiana?
Poi il fato volle che, pochi giorni dopo lo scaracchio, Edoardo Brugnatelli, sommo editor mondadoriano, uomo di buon gusto e di buone letture, chiamò zio, chiedendogli: Hai qualcosa per me?
Zio rispose: Certo.
Zio si piegò a riccio, per quattro mesi, sul mio testo. Con lo scalpello lo trasformò in un’opera rococò, e così la consegnò a Mondadori. Senza farmi prima vedere il risultato, come nel migliore stile di mio zio.
Stampato, il libro uscì a nome filippo SCÒZZARI & nipote. Il mio nome di battesimo, per il quale tanto si era dato da fare mio nonno Pietro (da bravo siciliano aveva voluto perpetuare nome e specie), non serviva, almeno per i libri Mondadori. Quello di zio, ben più quotato, serviva.
Brugnatelli definì il libro addirittura
manifesto, e come tale avrebbe dovuto diventare un best seller. All’atto pratico, però - zero promozione, se non un paio di brevi interviste a radio condominiali -, vendette solo qualche migliaio di copie, per poi scomparire nel marasma di carta delle librerie.

Certo è che la notte in cui arrivarono le prime copie stampate alla libreria di via dei Mille a Bologna, e io vidi una pila notevole di mortadelle (la copertina), arrossii di brutto. Da buon bolognese, la mortadella mi è sempre piaciuta di brutto.



L’Isterico a Metano

Fantaromanzo giovane e sinergico
di Filippo Scòzzari e nipote





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